domenica 11 dicembre 2011
Storie di bambini, giovani e donatori
Una mamma che ringrazia
la ragazza che ha ridato
la vita al figlio. Giovani che si
avvicinano al volontariato
e scoprono il grande valore
della solidarietà. Pensieri
e parole che nascono dal
cuore di chi ha fatto propria
la cultura della donazione.
Sono i fatti di straordinaria
quotidianità che, pagina
dopo pagina, scrivono
la vita di ADMO
Un angelo tutto per William
Attendevo presso la piccola finestra che dal corridoio del reparto trapianti si affaccia alle camere sterili. Attendevo il ritorno di Caterina
dopo l’espianto di midollo. Appena diciottenne, si era iscritta all’ADMO ed era stata convocata quasi subito per la donazione: era
infatti risultata compatibile con un bimbo inglese in attesa di trapianto da mesi.
Sorpresa, emozione, gioia. La ragazza era arrivata da un piccolo paese all’ospedale della grande città, ancora incredula per quello
che considerava un evento meraviglioso: avrebbe donato qualcosa di sé, per restituire la salute a una creatura.
Finalmente si aprì la porta della camera dove Caterina si sarebbe fermata per un giorno. L’andatura spedita, il sorriso sulle labbra
erano capaci di dire quello che le parole non avrebbero saputo! “Osservi gli occhi di un donatore - mi aveva detto, un giorno, un
medico - hanno una luce particolare”. Io, quel giorno, avevo davanti a me una persona particolare. “Sono felice” fece capire Caterina
portandosi la mano al cuore. Una felicità facile da conquistare, la sua, perché frutto dell’amore.
Un tipo di felicità che molti - troppi - non sanno e non vogliono incontrare. Eppure nelle sue mani l’uomo ha straordinarie e misteriose
possibilità di bene…
Annamaria Albertini
giovedì 20 ottobre 2011
domenica 18 settembre 2011
Serata informativa sulla donazione e il trapianto di midollo, martedì 20 settembre · 20.30 - 23.00 Pozzuolo del Friuli (UD) - Sala dell'oratorio in via Mortegliano, 18 (vicino alla chiesa)
SERATA INFORMATIVA per conoscere e comprendere l'importanza del mondo che ruota attorno alla donazione e al trapianto di midollo.
con la partecipazione della Dott.sa Valeria MIOTTI
(responsabile del Laboratorio di Tipizzazione Tissutale del CIT presso Az.Osp.Univ.-S.M.M. di Udine)
e la collaborazione della Clinica EMATOLOGICA
(dell'Az.Osp.Univ.-S.M.M.M di Udine)
ESISTE UNA PERSONA DA QUALCHE PARTE A CUI SEI LEGATO PIU' CHE A OGNI ALTRA COSA.
QUALCUNO A CUI PUOI RESTITUIRE LA VITA CON UN SEMPLICE GESTO.
Ti aspettiamo !
giovedì 1 settembre 2011
venerdì 8 luglio 2011
11.000 nuovi donatori in un anno: si può fare!
Ogni giorno, in tutto il mondo, 45 persone si sottopongono alla donazione a favore di perfetti
sconosciuti e, nel nostro Paese, quotidianamente due pazienti vengono trapiantati grazie
a un volontario non consanguineo. Così il report sull’attività dell’IBMDR nel 2010 diventa
l’occasione per puntare all’obiettivo del 2011
di Nicoletta Sacchi,
direttore del Registro Nazionale Italiano Donatori di Midollo Osseo IBMDR
Com’è noto, il trapianto di cellule staminali
ematopoietiche (CSE) rappresenta da
decenni una comprovata terapia per un
ampio numero di malattie gravi o gravissime,
altrimenti non curabili. Dopo oltre trent’anni di
attività stiamo però assistendo a un fenomeno
particolare: mentre i trapianti allogenici - che
utilizzano un familiare come donatore di CSE
- sembrano essersi assestati su un numero
pressoché costante nel tempo, osserviamo un
continuo e tumultuoso incremento nel numero
di trapianti da non consanguineo.
Nel 2010 sono stati eseguiti in tutto il mondo
quasi 17.000 trapianti da non familiare (+ 9%
rispetto all’anno precedente) e in Italia registriamo
un incremento del 13%, con 740 trapianti
rispetto ai 656 del 2009. (grafico 1)
A che cosa è dovuto
l’incremento?
Se compariamo il numero di procedure trapiantologiche
eseguite in Italia, nell’ultimo quinquennio,
con donatori familiari e non, è chiaro
come i due valori, assai distanti nel 2005, siano
ormai quasi sovrapponibili. (grafico 2)
L’aumento è dovuto a diversi fattori: l’applicazione
di protocolli di trapianto sempre più evoluti,
lo studio della compatibilità HLA attraverso
la biologia molecolare, la conseguente applicazione
della procedura a soggetti prima non
ritenuti eleggibili al trattamento; nel 2010 sono
stati avviati alla ricerca oltre 400 soggetti con
età superiore ai 55-60 anni, pazienti che fino a
pochi anni fa sarebbero stati considerati troppo
‘vecchi’. Tale incremento, però, non potrebbe
esistere senza l’attore principale di tutto il processo:
il donatore.
Nel mondo possiamo ormai contare su oltre
17 milioni di donatori (ricordate? soltanto pochi
anni fa abbiamo festeggiato i dieci milioni
di iscritti….) e muri che sembravano invalicabili
stanno finalmente crollando: Registri con numeri
enormi di soggetti iscritti - come la Cina, il
Brasile e il Portogallo - che fino a ieri non mettevano
in condivisione il loro patrimonio, hanno
finalmente accettato di entrare a far parte della
rete mondiale. A fronte di una simile disponibilità
di volontari adulti, nonché di unità di sangue
cordonale donate con finalità solidaristica, oggi
la probabilità di trovare una sorgente di CSE
sufficientemente compatibile è, per i pazienti di
origine europea, superiore all’80%.
Il Registro Italiano
nello scenario mondiale
Nel 2009 avevamo segnalato un preoccupante
calo di utilizzo del donatore IBMDR, registrando
un numero sempre minore di volontari italiani
giunti al prelievo di CSE a favore di riceventi
sia italiani sia internazionali. Alla luce di
ciò, in sede di Consulta dei Registri Regionali
insieme con ADMO avevamo ravvisato la necessità
di rinvigorire l’attività di reclutamento e
di migliorare la gestione dei donatori già iscritti.
Anche il Centro Nazionale Sangue e il Centro
Nazionale Trapianti ci sono venuti in aiuto, promuovendo
l’Accordo Stato Regioni (ASR n. 57
del 29 aprile 2010) che prevede l’istituzione e il
riconoscimento dei poli di reclutamento, strutture
funzionali - spesso allocate presso i servizi
trasfusionali - che coadiuvano i Centri Donatori
in modo ancora più capillare sul territorio.
Inoltre, sempre in sede di Consulta, sono state
proposte e applicate nuove strategie di ottimizzazione
del Registro: da un lato è stato
deciso di tipizzare i nuovi iscritti in maniera
1
più esaustiva (HLA ABC in bassa risoluzione e
DRB1 in alta risoluzione); dall’altro si è deciso
di riqualificare i donatori che, iscritti parecchi
anni prima, presentano dati genetici troppo
grossolani (per questa ragione, non sono mai
stati selezionati nel passato e, probabilmente,
mai verranno richiamati in futuro…).
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