domenica 29 giugno 2014
mercoledì 5 marzo 2014
mercoledì 23 ottobre 2013
IL DONO CHE TI DONA
il dono che ti dona ritorna nella piazze il 31 Novembre e il 01 dicembre
Vi aspettiamo numerosi, volontari, donatori e clienti.
mercoledì 7 agosto 2013
La storia di Mateo, bimbo di tre mesi che ha bisogno urgente di trapianto di midollo
Una corsa contro il tempo per salvare un bimbo bellissimo. Mateo Schell è un bebé spagnolo di 3 mesi che soffre di leucemia e ha bisogno di un trapianto urgente di midollo per sopravvivere. Le sue possibilità di trovare un midollo compatibile sono pari all’1% ma la famiglia non perde la speranza.
I genitori pensavano si trattasse di una semplice febbre, invece il problema era ben più grave. Quando ha ricevuto la notizia della patologia del bimbo, il padre Eduardo, giornalista del quotidiano Marca, ha chiesto aiuto ai protagonisti dello sport spagnolo, tra cui Iker Casillas e Alberto Contador che hanno dato il loro contributo, e nel giro di poche ore l’hashtag #M4M (midollo per Mateo) è diventato trending topic su Twitter. Il tam tam mediatico, mai così gradito, ha contribuito a rendere ancora più nota la storia di Mateo.
I genitori, che hanno anche un altro figlio, Lucas, di due anni e mezzo, hanno creato un sito web per aiutare Mateo e altri malati di leucemia. A una settimana dal lancio ha ricevuto circa 700mila visite. L’obiettivo del sito (che ha anche un corrispettivo in inglese: marrowformathew.com) è chiaro:informare sui trapianti e far capire all’opinione pubblica quanto è importante donare.
La mossa è stata efficace visto che in poco tempo sono stati più di 2.600 i donatori e altri 2.500 hanno chiesto un appuntamento. Il centro per la donazione d’organi è addirittura inaccessibile per le troppe richieste, mentre in altri centri – fanno sapere i genitori – come nella città di Avila dove si può donare al momento. Lo sforzo per salvare Mateo è arrivato al punto che al momento ci sono dei team che stanno installando piccolo ospedali da campo in varie località per facilitare la donazione.
Su Facebook le foto dei donatori
Gli aiuti, oltre che dalla Spagna, stanno arrivando anche da altri paesi. La famiglia di Mateo si è messa in contatto anche con altre famiglie che hanno malati di leucemia in modo che la battaglia per trovare i donatori diventi comune. Eduardo attende che arrivi una telefonata da qualunque parte del mondo in cui qualcuno dice: “Sembra che abbiamo trovato una persona compatibile con Mateo”. E in questo momento tutti sperano che arrivi, e presto.
Per saperne di più:
La pagina Facebook, in spangolo, 'Midollo per Mateo'
Il canale su Twitter, in inglese
Come diventare donatori in Italia: tutte le informazioni sul sito di ADMO, Associazione donatori di midollo osseo
La vicenda di Mateo è drammatica. Ma non sono più liete le storie delle persone che in Italia passano mesi o anni in attesa di un trapianto, rischiando nel frattempo anche la morte. Facciamo il punto della situazione. I trapianti effettuati in Italia nell’ultimo anno (dato aggiornato ad aprile 2013 – Fonte: Ministero della Salute) sono 2871. Una cifra che non si discosta molto dal 2012, quando ne furono 2902. La maggior parte dei trapianti è stata per il rene (1591), quindi per fegato (976), cuore (216), polmone (97) e altri organi.
Stando ai dati dell’Aido, i pazienti in lista al 31 dicembre 2012 sono 8926 (su 12680 iscrizioni), molte delle quali per il rene. Il tempo medio di attesa in lista per questo tipo di trapianti è di 3,1 anni, con una mortalità in lista dell’1,87% (nel 2012 si sono registrati 174 decessi). I tempi medi di attesa dei pazienti in lista (con relativa percentuale di mortalità in lista) per gli altri organi sono rispettivamente: 2,05 anni per il fegato (7,30% di mortalità in lista), 2,47 anni per il cuore (8,1%), 1,95 anni per il polmone (11,5%) e 2,87 anni per il pancreas 0,30%).
Ma come è messa l’Italia rispetto all’Europa? Nel 2012 risultava che il nostro Paese, con 21,7 donatori per milione di abitanti è terza tra i grandi paesi europei dopo la patria di Mateo, la Spagna (29,2), e la Francia (22,8) e presenta valori più alti rispetto al Regno Unito (10,4) e alla Germania (15,8). La media europea è di 16.9 donatori per milione. Di conseguenza, il dato italiano è più alto del 25 % rispetto alla media.
I genitori pensavano si trattasse di una semplice febbre, invece il problema era ben più grave. Quando ha ricevuto la notizia della patologia del bimbo, il padre Eduardo, giornalista del quotidiano Marca, ha chiesto aiuto ai protagonisti dello sport spagnolo, tra cui Iker Casillas e Alberto Contador che hanno dato il loro contributo, e nel giro di poche ore l’hashtag #M4M (midollo per Mateo) è diventato trending topic su Twitter. Il tam tam mediatico, mai così gradito, ha contribuito a rendere ancora più nota la storia di Mateo.
I genitori, che hanno anche un altro figlio, Lucas, di due anni e mezzo, hanno creato un sito web per aiutare Mateo e altri malati di leucemia. A una settimana dal lancio ha ricevuto circa 700mila visite. L’obiettivo del sito (che ha anche un corrispettivo in inglese: marrowformathew.com) è chiaro:informare sui trapianti e far capire all’opinione pubblica quanto è importante donare.
La mossa è stata efficace visto che in poco tempo sono stati più di 2.600 i donatori e altri 2.500 hanno chiesto un appuntamento. Il centro per la donazione d’organi è addirittura inaccessibile per le troppe richieste, mentre in altri centri – fanno sapere i genitori – come nella città di Avila dove si può donare al momento. Lo sforzo per salvare Mateo è arrivato al punto che al momento ci sono dei team che stanno installando piccolo ospedali da campo in varie località per facilitare la donazione.
Su Facebook le foto dei donatori
Gli aiuti, oltre che dalla Spagna, stanno arrivando anche da altri paesi. La famiglia di Mateo si è messa in contatto anche con altre famiglie che hanno malati di leucemia in modo che la battaglia per trovare i donatori diventi comune. Eduardo attende che arrivi una telefonata da qualunque parte del mondo in cui qualcuno dice: “Sembra che abbiamo trovato una persona compatibile con Mateo”. E in questo momento tutti sperano che arrivi, e presto.
Per saperne di più:
La pagina Facebook, in spangolo, 'Midollo per Mateo'
Il canale su Twitter, in inglese
Come diventare donatori in Italia: tutte le informazioni sul sito di ADMO, Associazione donatori di midollo osseo
La vicenda di Mateo è drammatica. Ma non sono più liete le storie delle persone che in Italia passano mesi o anni in attesa di un trapianto, rischiando nel frattempo anche la morte. Facciamo il punto della situazione. I trapianti effettuati in Italia nell’ultimo anno (dato aggiornato ad aprile 2013 – Fonte: Ministero della Salute) sono 2871. Una cifra che non si discosta molto dal 2012, quando ne furono 2902. La maggior parte dei trapianti è stata per il rene (1591), quindi per fegato (976), cuore (216), polmone (97) e altri organi.
Stando ai dati dell’Aido, i pazienti in lista al 31 dicembre 2012 sono 8926 (su 12680 iscrizioni), molte delle quali per il rene. Il tempo medio di attesa in lista per questo tipo di trapianti è di 3,1 anni, con una mortalità in lista dell’1,87% (nel 2012 si sono registrati 174 decessi). I tempi medi di attesa dei pazienti in lista (con relativa percentuale di mortalità in lista) per gli altri organi sono rispettivamente: 2,05 anni per il fegato (7,30% di mortalità in lista), 2,47 anni per il cuore (8,1%), 1,95 anni per il polmone (11,5%) e 2,87 anni per il pancreas 0,30%).
Ma come è messa l’Italia rispetto all’Europa? Nel 2012 risultava che il nostro Paese, con 21,7 donatori per milione di abitanti è terza tra i grandi paesi europei dopo la patria di Mateo, la Spagna (29,2), e la Francia (22,8) e presenta valori più alti rispetto al Regno Unito (10,4) e alla Germania (15,8). La media europea è di 16.9 donatori per milione. Di conseguenza, il dato italiano è più alto del 25 % rispetto alla media.
lunedì 24 giugno 2013
Un film per raccontare la leucemia e il cammino verso la guarigione
Ciao mi sembrava giusto dare visibilità a questo articolo e Video per l'art originale clicca qui
18 GIUGNO 2013
18 GIUGNO 2013
Un film per raccontare la leucemia e il cammino verso la guarigione
Raccontare la leucemia, il percorso di un ex-paziente che torna in ospedale dove ha vissuto la sua esperienza per narrare la storia di una ragazza che si è ammalata della sua stessa malattia e insieme affrontare il percorso di guarigione. Il trailer di questo progetto firmato da Lucio Viglierchio, regista torinese di 32 anni ed ex-paziente, è stato presentato all’ospedale Mauriziano in occasione dell’inaugurazione del reparto di ematologia e terapie cellulari diretto da Corrado Tarella. Un reparto realizzato grazie ai finanziamenti della Compagnia di San Paolo e con la collaborazione dell’Associazione italiana pazienti emopatici. "Ritornare in reparto per me era essenziale per rientrare nella condizione di essere umano e non più solo paziente. Attraverso il percorso che sto facendo con Sabrina, la protagonista del documentario, sto raggiungendo questo obiettivo. Insieme stiamo riuscendo a trovare un senso nella sofferenza che abbiamo vissuto". Lucio ora cerca fondi per le riprese e il montaggio del documentario prodotto dalla Zenit Arti Audiovisive di Torino. Il progetto può essere sostenuto andando sul sitowww.lucemia.it
di SARA STRIPPOLI
giovedì 4 aprile 2013
“Bianca come il latte, rossa come il sangue”
È da oggi nelle sale cinematografiche di tutt’Italia il film “Bianca come il latte, rossa come il sangue”, tratto dal romanzo omonimo di Alessandro D’Avenia (che, fra l’altro, ha lavorato anche alla sceneggiatura della pellicola, con Fabio Bonifacci).
In questo film, che ruota attorno al mondo degli adolescenti di oggi, c’è anche il mondo che ruota attorno ad ADMO. Una diagnosi che parla di leucemia, la ricerca di un donatore compatibile di midollo osseo, la possibilità di riagguantare la vita grazie a un trapianto…
E la Casa di produzione cinematografica, Lux Vide, nella consapevolezza di trattare argomenti di vitale importanza ha chiesto a ADMO – nelle persone della Presidente Paola De Angelis e della responsabile nazionale della comunicazione Loredana Ranni – una consulenza tecnica, del soggetto e della sceneggiatura.
Oltre al fatto che il film è la riduzione cinematografica di un libro di successo e che la colonna sonora vede protagoniste le canzoni dei Modà, di fondamentale importanza è quanto ha già notato qualche giornalista all’anteprima del film. Ovvero… “non da poco l'invito finale, prima dei titoli di coda, a diventare donatori di midollo osseo attraverso ADMO”.
La storia raccontata nel film
Leo ha sedici anni. E per lui la vita ha solo due colori: il bianco e il rosso.
Non si pettina mai, gioca a calcetto, ascolta musica a tutto volume, così non pensa. Detesta fare i compiti ma non gli importa, perché sa che li copierà.
La scuola è bella. Soltanto il pomeriggio, però, quando i prof non ci sono.
Il bianco è il vuoto assoluto, il silenzio, la noia e fa paura. Da evitare.
Il rosso è il sangue che pulsa nelle vene prima di una partita, è il colore dei capelli di Beatrice, la ragazza dei suoi sogni. Da rincorrere.
Farebbe qualunque cosa per lei perché ne è innamorato, innamorato pazzo di Beatrice. Anche se lei ancora non lo sa.
Quando finalmente trova il coraggio di avvicinarsi alla ragazza, scopre che Beatrice sta attraversando un grande dolore: è malata di leucemia e ha bisogno di un donatore che le possa donare il midollo osseo.
Di fronte alla sua sofferenza, Leo si trova a crescere e a fare delle scelte intorno al suo mondo, che lo guarda e lo incoraggia: i genitori, i compagni, un professore davvero “speciale”.
E poi c’è Silvia, l’amica di sempre, la confidente fedele di ogni suo segreto.
Che cosa dice il regista, Giacomo Campiotti
“Mi sono molto divertito a girare questo film. Con grande libertà e leggerezza, ho cercato di usare il linguaggio dei ragazzi, i loro ritmi bruschi, spezzati e, improvvisamente, delicati e dolcissimi. Giorni che volano via inafferrabili e istanti infiniti conficcati nella carne.
Insieme con i miei validi collaboratori ho cercato di dare agilità e freschezza alla macchina da presa, al montaggio e alle musiche. Non è un film oggettivo. Tutto è visto dagli occhi di Leo. Gli spazi e i luoghi della città dove si svolge la storia non sono realistici, ma sono colorati e trasfigurati dal filtro emotivo del momento che Leo vive. Ho lavorato soprattutto per preservare e cogliere la sua emozione. Ho cercato di raccontare come corre sotto la pelle e a volte anche sopra. Dalla vetta del mondo al baratro più profondo. Senza passare dal mezzo. A sedici anni il tiepido non esiste.
Ho cercato di realizzare un film che faccia sorridere, ma anche pensare e commuovere. Un difficile equilibrio sul filo del rasoio. Parlare di valori, senza retorica. Raccontare un dolore ma avere un film pieno di vita.
Mi sono avvicinato con grande rispetto e curiosità a questi giovani attori. Il mio lavoro è stato soprattutto al loro servizio. Per aiutarli a non recitare, ma a essere se stessi mantenendo la loro verità spiazzante. Il “cinema” viene dopo. Per cogliere la loro spregiudicatezza. Il loro coraggio. La loro disperazione. Il loro amore. Totale. A perdere. Senza condizione.
Questo film è un atto d’amore”.
http://www.luxvide.it/ - Sito ufficiale di LUX VIDE
http://www.rockmoda.com/ - Sito ufficiale dei Modà
http://www.profduepuntozero.it/ - Il Blog di Alessandro D'Avenia
LUX VIDE e RaiCinema
presentano

presentano
un film prodotto da
Matilde e Luca Bernabei
regia di
Giacomo Campiotti
con
Filippo Scicchitano
Aurora Ruffino
Aurora Ruffino
Gaia Weiss
Romolo Guerreri
Romolo Guerreri
e con
Luca Argentero
http://www.luxvide.it/ - Sito ufficiale di LUX VIDE
http://www.rockmoda.com/ - Sito ufficiale dei Modà
http://www.profduepuntozero.it/ - Il Blog di Alessandro D'Avenia
giovedì 28 marzo 2013
Bianca come il latte, rossa come il sangue
Di seguito pubblichiamo la lettera della Presidente ADMO Federazione Italiana ONLUS, con lo scopo di metterVi a conoscenza dell'uscita del film,
Milano, 28 marzo 2013
Carissimi Presidenti Regionali
e membri della Giunta Esecutiva,
il 5 aprile, nelle sale cinematografiche italiane, sarà proiettato “Bianca come il latte, rossa come il
sangue”, film tratto dal romanzo di Alessandro Davenia e prodotto da Luxe Vide, una delle più
importanti case produttrici per il cinema e la televisione (ha prodotto fiction molto popolari come “Don
Matteo” e “Che Dio ci aiuti”, per citarne solo alcune, con grande successo di pubblico).
Il film “Bianca come il latte, rossa come il sangue” racconta la storia d’amore tra due giovanissimi e
s’intreccia con la difficoltà di capire – quando ci si trova di fronte alla malattia – il senso di tanta
sofferenza. Ma di trovare, alla fine, il coraggio di credere in qualcosa di più grande.
E’ essenzialmente una storia di emozioni, di solidarietà, di lotta, di disperazione e di speranza. Una
storia che, attraverso ADMO, noi volontari ritroviamo in ogni paziente al quale, con il cuore e con
l’aiuto della scienza, cerchiamo di dare l’opportunità di riagguantare la propria vita.
Io e Loredana Ranni abbiamo collaborato alla sceneggiatura del film, utilizzando la nostra
esperienza di lavoro concreto – sul campo – ventennale.
E per ADMO “Bianca come il latte, rossa come il sangue” rappresenta una grossa opportunità di
promozione. Perché, portare all’attenzione del grande pubblico il tema della donazione di midollo
osseo e del suo trapianto, significa lanciare una campagna di sensibilizzazione di massa sulla
popolazione.
A tutti voi i miei più cari auguri per una Pasqua serena.
Avv. Paola De Angelis
Presidente ADMO Federazione Italiana ONLUS
giovedì 14 marzo 2013
lunedì 11 marzo 2013
venerdì 8 marzo 2013
Le piazze italiane sono piene di colombe. ADMO, naturalmente
Sabato 9 e domenica 10 marzo in tutt'Italia torna la campagna 2013 "una colomba per la vita". Per sensibilizzare i giovani, soprattutto, a diventare donatori di midollo osseo. Considerando che proprio questi giovani stanno dimostrando di essere persone di cuore. Di gran cuore
L’iniziativa di sensibilizzazione ‘Ehi, tu! Hai midollo?’ per il reclutamento di nuovi potenziali donatori di midollo osseo, che si è tenuta nel settembre scorso, in una sola giornata è riuscita a mostrare l’altra faccia della gioventù made in Italy. I volontari ADMO, con l’allegra complicità dei clown di corsia (aderenti alla federazione nazionale VIP Italia ONLUS), nelle piazze italiane hanno portato alla tipizzazione ben 3.026 potenziali donatori e raccolto le adesioni di 728 giovani di buona volontà, pronti a mantenere la promessa in un momento successivo all’evento.
ADMO torna nelle piazze, con la campagna istituzionale ‘una colomba per la vita’ di sabato 9 e domenica 10 marzo, il cui obiettivo è informare ogni singola persona sulla possibilità di ridare non la speranza ma una nuova possibilità di vita a chi sta lottando per avere la meglio su un tumore del sangue. Come la leucemia, il linfoma, il mieloma.
Sono molte le persone che ogni anno - non soltanto in Italia ma anche nel resto del mondo - necessitano di trapianto. Purtroppo, però, la compatibilità genetica è un fattore raro, che ha maggiori probabilità di esistere tra consanguinei. Per coloro che non hanno un donatore consanguineo, dunque, la speranza di trovare un midollo compatibile per il trapianto è legata all'esistenza del maggior numero possibile di donatori volontari tipizzati, dei quali cioè siano già note le caratteristiche genetiche registrate in una banca dati. Si valuta che in Italia siano necessari circa 1.000 nuovi donatori effettivi all'anno. Una stima destinata ad aumentare notevolmente, se si tiene conto del fatto che il trapianto di cellule staminali emopoietiche, presenti nel midollo osseo, è attualmente al centro di ricerche anche nel campo dei tumori solidi, mentre stanno diventando di routine alcune applicazioni in campo genetico, come nel caso delle talassemie.
Oggi il Registro italiano dei donatori di midollo osseo è una delle 63 banche dati che operano in 43 Paesi del mondo, allo scopo di reperire un donatore compatibile per i pazienti che ne hanno necessità. Ma la strada che ADMO vuole e deve percorrere, per tenere fede al proprio impegno, è ancora lunga: le malattie del sangue sono in aumento, ma aumentano anche le possibilità di cura e guarigione grazie al trapianto di midollo osseo.
E nelle piazze, impegnate con la campagna ‘una colomba per la vita’, quest’anno i volontari ADMO vogliono coinvolgere ‘la meglio gioventù’ italiana.
L’iniziativa di sensibilizzazione ‘Ehi, tu! Hai midollo?’ per il reclutamento di nuovi potenziali donatori di midollo osseo, che si è tenuta nel settembre scorso, in una sola giornata è riuscita a mostrare l’altra faccia della gioventù made in Italy. I volontari ADMO, con l’allegra complicità dei clown di corsia (aderenti alla federazione nazionale VIP Italia ONLUS), nelle piazze italiane hanno portato alla tipizzazione ben 3.026 potenziali donatori e raccolto le adesioni di 728 giovani di buona volontà, pronti a mantenere la promessa in un momento successivo all’evento.
ADMO torna nelle piazze, con la campagna istituzionale ‘una colomba per la vita’ di sabato 9 e domenica 10 marzo, il cui obiettivo è informare ogni singola persona sulla possibilità di ridare non la speranza ma una nuova possibilità di vita a chi sta lottando per avere la meglio su un tumore del sangue. Come la leucemia, il linfoma, il mieloma.
Sono molte le persone che ogni anno - non soltanto in Italia ma anche nel resto del mondo - necessitano di trapianto. Purtroppo, però, la compatibilità genetica è un fattore raro, che ha maggiori probabilità di esistere tra consanguinei. Per coloro che non hanno un donatore consanguineo, dunque, la speranza di trovare un midollo compatibile per il trapianto è legata all'esistenza del maggior numero possibile di donatori volontari tipizzati, dei quali cioè siano già note le caratteristiche genetiche registrate in una banca dati. Si valuta che in Italia siano necessari circa 1.000 nuovi donatori effettivi all'anno. Una stima destinata ad aumentare notevolmente, se si tiene conto del fatto che il trapianto di cellule staminali emopoietiche, presenti nel midollo osseo, è attualmente al centro di ricerche anche nel campo dei tumori solidi, mentre stanno diventando di routine alcune applicazioni in campo genetico, come nel caso delle talassemie.
Oggi il Registro italiano dei donatori di midollo osseo è una delle 63 banche dati che operano in 43 Paesi del mondo, allo scopo di reperire un donatore compatibile per i pazienti che ne hanno necessità. Ma la strada che ADMO vuole e deve percorrere, per tenere fede al proprio impegno, è ancora lunga: le malattie del sangue sono in aumento, ma aumentano anche le possibilità di cura e guarigione grazie al trapianto di midollo osseo.
E nelle piazze, impegnate con la campagna ‘una colomba per la vita’, quest’anno i volontari ADMO vogliono coinvolgere ‘la meglio gioventù’ italiana.
lunedì 14 gennaio 2013
Donazione e trapianto di midollo osseo al TG1
Si parla di donazione e trapianto di midollo osseo al TG1 di sabato 12 gennaio, ore 20.00, a partire dal minuto 28
http://www.rai.tv/dl/RaiTV/ programmi/media/ContentItem- e8ee7da3-7fc2-4f58-8a75- 2319d25dd012-tg1.html#p=0
http://www.rai.tv/dl/RaiTV/
lunedì 15 ottobre 2012
giovedì 11 ottobre 2012
lunedì 1 ottobre 2012
Io Donatrice di Midollo
Pubblichiamo di seguito la lettera di Alessia ragazza di Tor Vergata che intende divulgare la propria esperienza di donatrice tramite Facebook, con lo scopo di mettere a conoscenza cosa vuol dire essere donatori di midollo osseo oggi, BRAVA ALESSIA SIAMO CON TE .
Lettera:
"Buongiorno,
a breve donerò il midollo osseo a mio fratello presso il policlinico di Tor Vergata.
Vorrei condividere il più possibile questa mia esperienza per far sì che sempre più persone diventino donatore di midollo osseo.
Ho creato anche una pagina su facebook, si chiama Io donatrice di midollo osseo,
dove ho intenzione di divulgare la mia donazione in tempo reale.
Mio fratello è un giocatore di pallacanestro si chiama Lorenzo Di Marcantonio.
Chiedo il Vostro supporto.
mercoledì 29 agosto 2012
EHI, TU! Hai Midollo ?

I Clown di corsia ti aspettano insieme ai volontari di ADMO:
durante tutta la giornata saranno a disposizione le emoteche mobili
presso le quali effettuare UN SEMPLICE PRELIEVO
ed essere così inseriti nella banca dati del Registro Nazionale Donatori di Midollo Osseo
Possono diventare potenziali donatori solo i giovani compresi tra 18 e 40 anni d'età.
Sabato 22 settembre in Piazza Risorgimento a Pordenone dalle 10:00 alle 18:00
Sabato 22 settembre in Piazza XX Settembre a Udine dalle 10:00 alle 18:00
Per la Locandina di Udine clikka qui
lunedì 30 luglio 2012
Breve diario di una storia vera: la mia donazione di midollo
Una semplice e toccante testimonianza di un "comun donatore" FIDAS-ADMO
Breve diario di una storia vera: la mia donazione di midollo
Tutto inizia più di un anno fa, ad una cena di beneficenza parlava un ragazzo, Giorgio, raccontando la sua esperienza; aveva donato il midollo, addirittura due volte perché la prima volta il paziente aveva avuto delle complicazioni, e raccontava questi fatti con una solarità ed energia che mi avevano molto colpito.
Passa un po’ di tempo e nella tarda primavera del 2011 ero insieme ad una mia amica al centro trasfusionale S.Orsola di Bologna per la consueta donazione di sangue. Già da qualche tempo si parlava del tema del midollo (ho dimenticato di dire che anche lei era presente la sera che parlò Giorgio), ci scambiavamo opinioni e punti di vista, ed ogni tanto, quasi per scherzo io chiedevo a lei: “allora, ci iscriviamo?”…quella mattina fu lei a chiederlo a me, e così abbiamo
iniziato a compilare i moduli necessari all’iscrizione all’ADMO.
Nell’autunno dello stesso anno sono stato chiamato per un secondo prelievo di sangue, alla mia amica invece non era stato chiesto, la cosa mi aveva incuriosito ma non ci avevo dato peso, pensavo che l’avrebbero chiamata successivamente.
Siamo a fine Novembre, è una mattina come tante altre ed io sono al lavoro. Improvvisamente il mio cellulare squilla… un numero sconosciuto…rispondo e con sorpresa mi ritrovo dall’altra parte della linea un medico dell’ospedale S.Orsola di Bologna che mi chiede se sono disposto a proseguire nell’iter di donazione del midollo, in quanto è stata riscontrata la compatibilità tra il mio e quello di una persona gravemente ammalata. Mi viene detto che a breve mi sarebbero state date altre informazioni, e che mi sarei dovuto recare all’ospedale per fare ulteriori esami di accertamento. Saluto e metto giù il telefono.
Avevo il cuore in gola, pur non avendo completamente chiaro a cosa stavo andando in contro mi sentivo, felice, entusiasta, euforico, ma allo stesso tempo avevo paura ed ansia per ciò che avrei dovuto fare.
Viene cancellata una donazione di plasma che avrei dovuto fare a metà Dicembre, e poco prima di Natale mi reco al S.Orsola per eseguire gli esami di rito: ecografia all’addome, visita cardiologica, esami del sangue (13 o 15 provette, non ricordo esattamente) e raggi al torace. Intanto la Dottoressa Valeria, che mi ha preso in carico, mi spiega tutto l’ambaradan di roba che riguarda la donazione. In particolare vengo messo di fronte al fatto che il donatore ha piena
libertà di tirarsi indietro fino all’ultimo, consapevole però che il paziente ricevente, dopo che verrà firmato il verbale, subirà un trattamento con chemio e radioterapia che azzererà completamente il proprio midollo in attesa che arrivi quello del donatore; va da sé che se non arrivasse il midollo in questo momento il paziente non avrebbe molte speranze. Ci lasciamo con gli auguri di buon Natale e buon anno.
Eccoci al 11 Gennaio 2012, forse il giorno che più di tutti rimarrà scolpito nella mia memoria. Mi reco all’ospedale per firmare il verbale dove, in presenza di un medico che funge da notaio, viene ufficializzata la mia scelta di donare, e di conseguenza inizia il condizionamento del paziente che azzererà il suo midollo.
Prendo la macchina e torno a casa, con il cuore in gola, piango. Il mio pensiero va a questa persona, ammalata di una grave forma di leucemia, per la quale il destino sta scegliendo me come “antidoto”. Si crea un legame, forse non sto neanche usando le parole giuste per spiegarlo, e forse nemmeno ci sono, ma ti senti per la prima volta nella tua vita (o almeno nella mia) la responsabilità nei confronti di qualcuno che non può sperare in altri, ma solo in te. La firma di
quel verbale mi ha messo anima e corpo di fronte alla mia scelta di donare.
Il 14 mi reco all’ospedale per la prima iniezione del farmaco per lo sviluppo delle staminali. Si perché ho scelto la modalità di donazione che richiede l’assunzione di un farmaco che fa riprodurre moto velocemente le cellule staminali presenti nel midollo, le quali, aumentando in modo considerevole, escono dalle ossa del bacino e si propagano nel sistema circolatorio umano, fino ad essere raccolte tramite un prelievo dal braccio.
Dicevo, il 14 mi reco al S.Orsola per la prima iniezione del farmaco, anche se non lo dimostro (o forse invece si vede) mi tremano le gambe, ho tanta paura degli effetti collaterali dovuti al farmaco, anche se mi avevano detto che non era nulla di che’; ho anche paura che il farmaco non faccia effetto, in questo caso non potrei donare dal braccio e mi verrebbe prenotata la sala operatoria per il prelievo dall’osso del bacino.
Fortunatamente il farmaco inizia a fare effetto, e parecchio anche. Il secondo giorno che lo assumo inizio a sentire mal di schiena, sono contento perché è segno che le cose stanno funzionando, ma allo stesso tempo il dolore alla schiena si fa sempre più forte, solo la tachipirina lo tiene a bada.
In quei 5 giorni nei quali mi sono “dopato” mi sono chiesto più volte chi me lo facesse fare. Oltre al fastidio del mal di schiena vedevo mia moglie, che voleva fare la forte, ma dai suoi occhi traspariva tutta l’apprensione per le mie condizioni. In quei momenti mi chiedevo però in quali condizioni versasse il mio “gemello” ammalato, di sicuro lui, o lei, stava peggio di me, molto peggio. Proprio in quei giorni ho scritto una lettera, che spero il paziente abbia gradito.
Finalmente è il 18 Gennaio, giorno della donazione. Facciamo un prelievo per capire se ho riprodotto cellule sufficienti per la donazione, ed all’OK si parte!
La donazione in sé non é pesante, il dolore al bacino è quasi inesistente, e la macchina lavora a pieno ritmo. Mia moglie, gli infermieri ed i dottori sono sempre lì, disponibili, anche perché non posso nemmeno grattarmi il naso visto che ho un ago in ogni braccio. La Dottoressa Valeria è gentilissima e mi spiega come funziona la macchina alla quale sono attaccato, anche perché per far passare 4 ore…
Non c’è molto da aggiungere a tutto ciò; ho prodotto circa 300cc di cellule staminali lavorando 11litri del mio sangue (cioè il mio sangue è entrato ed uscito due volte dal mio organismo per poter raccogliere quella quantità). Terminata la donazione sono tornato a casa e dopo due giorni al lavoro; ogni tanto devo fare qualche esame del sangue per monitorare che tutto sia rientrato nella norma. Probabilmente l’ammalato/a sarà grato per la donazione che ha ricevuto, ma io a mia volta devo rendere grazie a questa persona, perché la sua sfortuna ha permesso a me di vivere un’esperienza senza eguali. Quest’avventura mi ha permesso di superare tante paure che avevo, e per questo mi ha dato tantissimo in termini di autostima. Inoltre mi ha fatto sentire il calore di tante persone che hanno condiviso con me questa esperienza e come me speravano che andasse tutto bene.
Si, è vero, non è stata una passeggiata, e non si può certo dire che sia un percorso completamente indolore, però ho potuto contribuire a dare una speranza ad una persona, in un mondo dove si parla di tutto, tranne che di queste cose che sono invece la vera essenza della nostra vita.
A TE, che hai avuto la pazienza di leggere questo trafiletto fino a qui, chiedo un favore: se non hai l’intenzione o la possibilità di iscriverti ad ADMO, chiedo comunque di farti portare di questa esperienza; parlane con amici, parenti o colleghi, aiutaci a diffondere la mentalità del dono, perché le persone bisognose sono tantissime, e come avrai capito sia il midollo, che il sangue, non si possono fabbricare artificialmente.
Ricorda: IL DONO PIU’ GRANDE SCORRE DENTRO DI NOI !
Daniele Guidetti
Breve diario di una storia vera: la mia donazione di midollo
Tutto inizia più di un anno fa, ad una cena di beneficenza parlava un ragazzo, Giorgio, raccontando la sua esperienza; aveva donato il midollo, addirittura due volte perché la prima volta il paziente aveva avuto delle complicazioni, e raccontava questi fatti con una solarità ed energia che mi avevano molto colpito.
Passa un po’ di tempo e nella tarda primavera del 2011 ero insieme ad una mia amica al centro trasfusionale S.Orsola di Bologna per la consueta donazione di sangue. Già da qualche tempo si parlava del tema del midollo (ho dimenticato di dire che anche lei era presente la sera che parlò Giorgio), ci scambiavamo opinioni e punti di vista, ed ogni tanto, quasi per scherzo io chiedevo a lei: “allora, ci iscriviamo?”…quella mattina fu lei a chiederlo a me, e così abbiamo
iniziato a compilare i moduli necessari all’iscrizione all’ADMO.
Nell’autunno dello stesso anno sono stato chiamato per un secondo prelievo di sangue, alla mia amica invece non era stato chiesto, la cosa mi aveva incuriosito ma non ci avevo dato peso, pensavo che l’avrebbero chiamata successivamente.
Siamo a fine Novembre, è una mattina come tante altre ed io sono al lavoro. Improvvisamente il mio cellulare squilla… un numero sconosciuto…rispondo e con sorpresa mi ritrovo dall’altra parte della linea un medico dell’ospedale S.Orsola di Bologna che mi chiede se sono disposto a proseguire nell’iter di donazione del midollo, in quanto è stata riscontrata la compatibilità tra il mio e quello di una persona gravemente ammalata. Mi viene detto che a breve mi sarebbero state date altre informazioni, e che mi sarei dovuto recare all’ospedale per fare ulteriori esami di accertamento. Saluto e metto giù il telefono.
Avevo il cuore in gola, pur non avendo completamente chiaro a cosa stavo andando in contro mi sentivo, felice, entusiasta, euforico, ma allo stesso tempo avevo paura ed ansia per ciò che avrei dovuto fare.
Viene cancellata una donazione di plasma che avrei dovuto fare a metà Dicembre, e poco prima di Natale mi reco al S.Orsola per eseguire gli esami di rito: ecografia all’addome, visita cardiologica, esami del sangue (13 o 15 provette, non ricordo esattamente) e raggi al torace. Intanto la Dottoressa Valeria, che mi ha preso in carico, mi spiega tutto l’ambaradan di roba che riguarda la donazione. In particolare vengo messo di fronte al fatto che il donatore ha piena
libertà di tirarsi indietro fino all’ultimo, consapevole però che il paziente ricevente, dopo che verrà firmato il verbale, subirà un trattamento con chemio e radioterapia che azzererà completamente il proprio midollo in attesa che arrivi quello del donatore; va da sé che se non arrivasse il midollo in questo momento il paziente non avrebbe molte speranze. Ci lasciamo con gli auguri di buon Natale e buon anno.
Eccoci al 11 Gennaio 2012, forse il giorno che più di tutti rimarrà scolpito nella mia memoria. Mi reco all’ospedale per firmare il verbale dove, in presenza di un medico che funge da notaio, viene ufficializzata la mia scelta di donare, e di conseguenza inizia il condizionamento del paziente che azzererà il suo midollo.
Prendo la macchina e torno a casa, con il cuore in gola, piango. Il mio pensiero va a questa persona, ammalata di una grave forma di leucemia, per la quale il destino sta scegliendo me come “antidoto”. Si crea un legame, forse non sto neanche usando le parole giuste per spiegarlo, e forse nemmeno ci sono, ma ti senti per la prima volta nella tua vita (o almeno nella mia) la responsabilità nei confronti di qualcuno che non può sperare in altri, ma solo in te. La firma di
quel verbale mi ha messo anima e corpo di fronte alla mia scelta di donare.
Il 14 mi reco all’ospedale per la prima iniezione del farmaco per lo sviluppo delle staminali. Si perché ho scelto la modalità di donazione che richiede l’assunzione di un farmaco che fa riprodurre moto velocemente le cellule staminali presenti nel midollo, le quali, aumentando in modo considerevole, escono dalle ossa del bacino e si propagano nel sistema circolatorio umano, fino ad essere raccolte tramite un prelievo dal braccio.
Dicevo, il 14 mi reco al S.Orsola per la prima iniezione del farmaco, anche se non lo dimostro (o forse invece si vede) mi tremano le gambe, ho tanta paura degli effetti collaterali dovuti al farmaco, anche se mi avevano detto che non era nulla di che’; ho anche paura che il farmaco non faccia effetto, in questo caso non potrei donare dal braccio e mi verrebbe prenotata la sala operatoria per il prelievo dall’osso del bacino.
Fortunatamente il farmaco inizia a fare effetto, e parecchio anche. Il secondo giorno che lo assumo inizio a sentire mal di schiena, sono contento perché è segno che le cose stanno funzionando, ma allo stesso tempo il dolore alla schiena si fa sempre più forte, solo la tachipirina lo tiene a bada.
In quei 5 giorni nei quali mi sono “dopato” mi sono chiesto più volte chi me lo facesse fare. Oltre al fastidio del mal di schiena vedevo mia moglie, che voleva fare la forte, ma dai suoi occhi traspariva tutta l’apprensione per le mie condizioni. In quei momenti mi chiedevo però in quali condizioni versasse il mio “gemello” ammalato, di sicuro lui, o lei, stava peggio di me, molto peggio. Proprio in quei giorni ho scritto una lettera, che spero il paziente abbia gradito.
Finalmente è il 18 Gennaio, giorno della donazione. Facciamo un prelievo per capire se ho riprodotto cellule sufficienti per la donazione, ed all’OK si parte!
La donazione in sé non é pesante, il dolore al bacino è quasi inesistente, e la macchina lavora a pieno ritmo. Mia moglie, gli infermieri ed i dottori sono sempre lì, disponibili, anche perché non posso nemmeno grattarmi il naso visto che ho un ago in ogni braccio. La Dottoressa Valeria è gentilissima e mi spiega come funziona la macchina alla quale sono attaccato, anche perché per far passare 4 ore…
Non c’è molto da aggiungere a tutto ciò; ho prodotto circa 300cc di cellule staminali lavorando 11litri del mio sangue (cioè il mio sangue è entrato ed uscito due volte dal mio organismo per poter raccogliere quella quantità). Terminata la donazione sono tornato a casa e dopo due giorni al lavoro; ogni tanto devo fare qualche esame del sangue per monitorare che tutto sia rientrato nella norma. Probabilmente l’ammalato/a sarà grato per la donazione che ha ricevuto, ma io a mia volta devo rendere grazie a questa persona, perché la sua sfortuna ha permesso a me di vivere un’esperienza senza eguali. Quest’avventura mi ha permesso di superare tante paure che avevo, e per questo mi ha dato tantissimo in termini di autostima. Inoltre mi ha fatto sentire il calore di tante persone che hanno condiviso con me questa esperienza e come me speravano che andasse tutto bene.
Si, è vero, non è stata una passeggiata, e non si può certo dire che sia un percorso completamente indolore, però ho potuto contribuire a dare una speranza ad una persona, in un mondo dove si parla di tutto, tranne che di queste cose che sono invece la vera essenza della nostra vita.
A TE, che hai avuto la pazienza di leggere questo trafiletto fino a qui, chiedo un favore: se non hai l’intenzione o la possibilità di iscriverti ad ADMO, chiedo comunque di farti portare di questa esperienza; parlane con amici, parenti o colleghi, aiutaci a diffondere la mentalità del dono, perché le persone bisognose sono tantissime, e come avrai capito sia il midollo, che il sangue, non si possono fabbricare artificialmente.
Ricorda: IL DONO PIU’ GRANDE SCORRE DENTRO DI NOI !
Daniele Guidetti
giovedì 28 giugno 2012
Perchè donare il tuo 5x1000 della Dichiarazione dei Redditi ad ADMO FVG Onlus?
Perchè il 5x1000 non ti costa nulla: è una quota d'imposta a cui lo Stato rinuncia a favore degli Enti accreditati, a sostegno della loro opera sociale, culturale e di ricerca scentifica.
Associazione Donatori Midollo Osseo FVG Onlus è tra queste realtà, se vuoi sostenerla bastano due piccoli gesti:
1) Firma sulla tua Dichiarazione dei Redditi il riquadro dedicato alle Organizzazioni non lucrative (ONLUS)
2) Indica il codice fiscale di ADMO FVG 94046270305
Che ne sarà del 5x1000 donato ad
ADMO FVG Onlus?
- Borse di studio per i Centri di Tipizzazione di Udine e Trieste.
- Acquisto di macchinari scentifici necessari all'espletamento delle attività del Registro Regionale Donatori di Midollo Osseo.
- Darà supporto ai donatori rivelatisi compatibili.
- Darà supporto ai donatori rivelatisi compatibili.
mercoledì 23 maggio 2012
"ADMO contest", ecco quando la solidarietà diventa creatività

Il progetto prevede la realizzazione di un testo per la produzione di uno spot audio, che verrà utilizzato in una campagna pubblicitaria radiofonica nazionale.
di ROBERTA DELLA ROCCAMILANO - Un progetto capace di coniugare solidarietà e creatività. E' l'iniziativa lanciata dall’Associazione Donatori Midollo Osseo 1 (ADMO) che ha organizzato un concorso a premi rivolto a giovani talenti della scrittura creativa al di sotto dei 30 anni, con l’obiettivo di selezionare il testo migliore per uno spot audio di 30 secondi. L’oggetto del concorso è quindi la scrittura di un dialogo o monologo inerente la donazione di midollo osseo. Il miglior testo verrà utilizzato per la produzione dello spot, che verrà poi trasmesso sulle principali emittenti radio nazionali.
L'associazione. L'Associazione Donatori Midollo Osseo nasce nel 1990 con lo scopo principale di informare la popolazione italiana sulla possibilità di combattere le leucemie, i linfomi, il mieloma e le altre neoplasie del sangue attraverso la donazione e il trapianto di midollo osseo. Sono molte le persone che ogni anno in Italia necessitano di trapianto, ma purtroppo la compatibilità genetica è un evento molto raro, che ha maggiori probabilità di verificarsi tra consanguinei. Per coloro che non hanno un donatore consanguineo però, la speranza di trovare un midollo compatibile per il trapianto è dunque legata all'esistenza del maggior numero possibile di donatori volontari tipizzati e quindi registrati in banca dati.
Mille nuovi donatori all'anno. Si valuta che in Italia siano necessari circa 1.000 nuovi donatori all'anno. Una stima che è destinata a subire un notevole aumento - se si tiene conto del fatto che il trapianto delle cellule staminali presenti nel midollo osseo è attualmente al centro di ricerche anche nel campo dei tumori solidi - mentre stanno diventando di routine alcune applicazioni nel campo delle malattie genetiche, come nel caso delle talassemie. In questo panorama, ADMO svolge un ruolo fondamentale di stimolo e coordinamento: fornisce agli interessati tutte le informazioni sulla donazione del midollo osseo e invia i potenziali donatori ai Centri Donatori afferenti al Registro Italiano dei Donatori di Midollo (IBMDR), presso i quali, con un semplice prelievo del sangue, vengono tipizzati. A distanza di ventidue anni i donatori italiani sono passati da 2.500 ad oltre 370.000 iscritti.
Il concorso. Il concorso, promosso da ADMO Lombardia 2, si concluderà con una festa-premiazione finale, nella quale verranno votate, comunicate e premiate, da una selezionata giuria di esperti, le tre “opere” ritenute più meritevoli. In particolare ai vincitori saranno assegnati i seguenti premi: un iPad Wi- Fi + 4G (32 Gb) al 1° classificato, un buono regalo Amazon per il valore di € 500 al 2° classificato e iPod Touch al 3° classificato. Per partecipare occorre consultare il sito ed inviare la documentazione richiesta entro il 15 ottobre 2012. L’opera vincitrice verrà utilizzata per produrre uno spot radiofonico che verrà proposto a tutte le principali emittenti nazionali.
martedì 8 maggio 2012
testimonial Domenico Pozzovivo
ADMO Basilicata comunica con immenso piacere che il "nostro" testimonial Domenico Pozzovivo, corridore lucano, già vincitore del Giro del Trentino 2012, partecipa anche quest'anno al Giro d'Italia.
Domenico corre con i colori della COLNAGO - CSF INOX n. 51, sul casco di protezione ha applicato l'adesivo del logo di ADMO.
Buona Domenica
ADMO BASILICATA
sabato 28 aprile 2012
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